News

News

La Suprema Corte fa chiarezza in merito al termine di decadenza di 60 giorni a seguito del tentativo di conciliazione

05 Novembre 2018 | di Roberto Dulio

Cass., sez. lav.

Prescrizione e decadenze

In ipotesi di impugnazione di licenziamento, ove l’impugnazione stragiudiziale venga seguita dalla richiesta di tentativo di conciliazione, il successivo termine decadenziale di 60 giorni per il deposito del ricorso nella cancelleria del Tribunale, trova applicazione al solo caso di mancata effettuazione della procedura conciliativa per rifiuto della stessa o mancato accordo al suo espletamento. In tal caso non potrà viceversa essere invocato il diverso ulteriore termine sospensivo di 20 giorni previsto dall’art. 410, comma 2, c.p.c., poiché riferito alla diversa fattispecie di tentativo di conciliazione effettivamente espletato, pur con esito negativo.

Leggi dopo

Decreto Dignità: prima circolare interpretativa del Ministero del lavoro su tempo determinato e somministrazione

05 Novembre 2018 | di La Redazione

Lavoro a tempo determinato

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 17 del 31 ottobre 2018, ha fornito le prime indicazioni interpretative in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e somministrazione di lavoro con il Decreto Dignità (d.l. n.87 del 2018). Innanzitutto, per quanto riguarda il contratto a tempo determinato, le novità introdotte dal Decreto Dignità sono le seguenti...

Leggi dopo

Il bilanciamento degli interessi tra lavoratore disabile e datore di lavoro

31 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Disabili

Alla luce della normativa e della giurisprudenza nazionale ed europea, il diritto del lavoratore disabile alla adozione di accorgimenti che consentano l’espletamento della prestazione lavorativa trova un limite nella organizzazione interna dell’impresa e, in particolare, nel mantenimento degli equilibri finanziari dell’impresa stessa nonché nel diritto degli altri lavoratori alla conservazione delle mansioni assegnate e, in ogni caso, di mansioni che ne valorizzino l’esperienza e la professionalità acquisita.

Leggi dopo

Obbligo di repêchage e tutela reintegratoria

24 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni, il recesso intimato dal datore di lavoro senza aver rispettato l'obbligo di repêchage, consistente nella ricerca di soluzioni alternative - compatibili, in questo caso, con il particolare stato di salute del lavoratore - anche eventualmente dequalificanti, rende insussistente il motivo posto a fondamento del licenziamento con conseguente applicazione della tutela reintegratoria prevista dal comma 7 dell'art. 18, st. lav. La Corte di cassazione si pone - affermano i giudici di legittimità - nel solco del principio già affermato dalla stessa, secondo cui il comma 7 dell'art. 18, st. lav., prevede espressamente la reintegrazione per il caso in cui il giudice accerti il difetto di giustificazione del licenziamento intimato per motivo oggettivo consistente nell'inidoneità fisica o psichica del lavoratore senza attribuire al giudice stesso alcuna discrezionalità.

Leggi dopo

La natura speciale della disciplina dell'invalidità del licenziamento

22 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.,

Impugnazione del licenziamento

Deve escludersi che possano essere automaticamente estesi alla materia dei licenziamenti i principi affermati dalle Sezioni Unite di questa Corte, con le sentenze Cass., n. 14828 del 2012, Cass., n. 26242 del 2014, con le quali sono state vagliate le diverse ipotesi in cui la nullità negoziale rileva e spiega influenza in seno al processo ed è stato affermato che il potere di rilevazione "ex officio" della nullità negoziale deve essere sempre esercitato dal giudice in tutte le azioni contrattuali, anche qualora venga in rilievo una nullità speciale o "di protezione" o emerga una ragione di nullità diversa da quella espressamente dedotta dalla parte. ..

Leggi dopo

Licenziamento disciplinare intimato oltre il termine stabilito dalla contrattazione collettiva e regime di tutela

22 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.,

Intimazione del licenziamento

Ciascun contraente deve restare vincolato agli effetti del significato socialmente attribuibile alle proprie dichiarazioni e ai propri comportamenti e così l'aver consapevolmente lasciato decorrere il termine per l'adozione del provvedimento disciplinare non può che essere significativo, sulla scorta della previsione pattizia oltre che dei principi di buona fede e correttezza che presidiano il rapporto di lavoro ai sensi degli artt. 1175 e 1375, c.c., della intervenuta accettazione da parte del datore di lavoro delle giustificazioni fornite dal lavoratore...

Leggi dopo

Il Tribunale di Bari anticipa il deposito della sentenza della Consulta sulla quantificazione della indennità per il licenziamento illegittimo

16 Ottobre 2018 | di La Redazione

Licenziamento individuale

Il Tribunale di Bari quantifica l'indennità spettante a un lavoratore illegittimamente licenziato interpretando in maniera "costituzionalmente orientata" l'art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015 (cd. Jobs Act). La Corte costituzionale il 26 settembre scorso ha infatti dichiarato l'illegittimità di detta disposizione nella parte in cui determina in modo rigido, sulla base della sola anzianità di servizio, l'indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. Tale pronuncia della Consulta non risulta ancora depositata...

Leggi dopo

Le differenze di trattamento tra i dipendenti pubblici nell'’Accordo quadro europeo sul lavoro a TD

15 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa

Corte giustizia UE, sez. VI, 20 settembre 2018

Lavoro a tempo determinato

La clausola 4 dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa non osta, in linea di principio, a una normativa nazionale come quella di cui al procedimento principale, la quale, ai fini dell'inquadramento di un lavoratore in una categoria retributiva al momento della sua assunzione in base ai titoli come dipendente pubblico di ruolo, tenga conto dei periodi di servizio prestati nell'ambito di contratti di lavoro a tempo determinato in misura integrale fino al quarto anno e poi, oltre tale limite, parzialmente, a concorrenza dei due terzi.

Leggi dopo

Calcolo TFR: conta la retribuzione, non somme di altra natura

09 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez.

Trattamento di fine rapporto

Ai fini del calcolo del TFR, qualora nel contratto di lavoro nulla di specifico si dice riguardo al trasferimento e il lavoratore percepisce delle somme a questo collegate senza stabilirne la natura, occorre fare riferimento a indici sintomatici che permettano di risalire ad essa in via induttiva.

Leggi dopo

Il deposito telematico di copia del ricorso, notificato via pec, senza attestazione di conformità, non ne comporta l'improcedibilità

02 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. un.

Processo telematico

Le Sezioni unite hanno affermato che il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo posta elettronica certificata, senza attestazione di conformità del difensore o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità sia nel caso in cui il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica di detto ricorso autenticata dal proprio difensore, sia in quello in cui, non ne abbia disconosciuto la conformità all'originale notificatogli.

Leggi dopo

Pagine