News

News

La Corte costituzionale dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Job Act

27 Settembre 2018 | di La Redazione

Jobs act

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Job Act (art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015), per il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte -non modificata dal successivo Decreto dignità (d.l. n. 87 del 2018) - che determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato.

Leggi dopo

Licenziamento collettivo e negozio in frode alla legge

25 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamenti collettivi

La scissione parziale realizzata da una società attraverso l'assegnazione a due società di nuova costruzione di altrettanti rami d'azienda, con redistribuzione della complessiva forza lavoro fra i tre soggetti giuridici, costituisce un negozio in frode alla legge se, nell'arco di successivi 120 giorni, vengono realizzati plurimi licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nei confronti di una moltitudine di dipendenti. Sono pertanto nulli i licenziamenti se alla base vi è una scissione attuata in frode alla legge.

Leggi dopo

Licenziamento: il termine di decadenza decorre dalla trasmissione dell’atto di impugnazione e non dalla sua ricezione da parte del datore di lavoro

24 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Impugnazione del licenziamento

In tema di impugnazione del licenziamento, il termine di decadenza previsto dall'art. 6 comma 2, l. n. 604 del 1966, decorre dalla trasmissione dell'atto scritto di impugnazione del licenziamento stabilito dal primo comma dell'articolo citato e non dal perfezionamento dell'impugnazione stessa per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro.

Leggi dopo

Esclusa la subordinazione nel rapporto di lavoro del rider, libero di stabilire se e quando lavorare

20 Settembre 2018 | di La Redazione

Tribunale Milano,

Lavoro dipendente e subordinazione

Nel rapporto di lavoro tra una multinazionale del food delivery e il rider, il fatto che il lavoratore sia libero di decidere se e quando lavorare, esclude il vincolo della subordinazione. La libertà di stabilire la quantità e la collocazione temporale della prestazione lavorativa, i giorni di lavoro e quelli di riposo, e il loro numero, rappresenta infatti un fattore essenziale dell’autonomia organizzativa, incompatibile con la natura subordinata del rapporto (nel caso di specie, il rider non aveva vincoli di sorta, in fase di prenotazione degli slot, nella determinazione dell’an, del quando e del quantum della prestazione).

Leggi dopo

Appello nel rito del lavoro, la costituzione della controparte sana la nullità della notifica che ha violato il termine a comparire

18 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. VI - L,

Processo del lavoro - secondo grado

Nel rito del lavoro, la violazione del termine non minore di venticinque giorni che, a norma dell'art. 435, comma 3, c.p.c., deve intercorrere tra la data di notifica dell'atto di appello e quella dell'udienza di discussione, non comporta l'improcedibilità dell'impugnazione, come nel caso di omessa o inesistente notificazione, bensì la nullità di quest'ultima, sanabile "ex tunc" per effetto di spontanea costituzione dell'appellato o di rinnovazione, disposta dal giudice ex art. 291 c.p.c.

Leggi dopo

L’indennità di maternità della lavoratrice autonoma è cumulabile con i riposi usufruiti dal padre

17 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Maternità

Laddove la madre non sia una lavoratrice dipendente, il legislatore non ha previsto alcuna condizione di alternatività per il godimento da parte del padre dei permessi giornalieri di cui all’art. 40, d.lgs. n. 151 del 2001.

Leggi dopo

E’ illegittimo il licenziamento del dipendente che aveva postato in una chat sindacale pesanti offese nei confronti dell’ad della azienda

12 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

I messaggi che circolano attraverso le nuove "forme di comunicazione", ove inoltrati non ad una moltitudine indistinta di persone ma unicamente agli iscritti ad un determinato gruppo, come nelle chat private o chiuse, devono essere considerati alla stregua della corrispondenza privata, chiusa e inviolabile. Tale caratteristica è logicamente incompatibile con i requisiti propri della condotta diffamatoria, ove anche intesa in senso lato, che presuppone la destinazione delle comunicazioni alla divulgazione nell'ambiente sociale.

Leggi dopo

Illegittimo il licenziamento basato sulle indagini dell’agente investigativo

07 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

Pur potendo il datore di lavoro ricorrere a soggetti terzi, come agenzie di investigazione, per l’accertamento di violazioni da parte dei lavoratori, tale verifica non può estendersi all’adempimento o meno della loro prestazione lavorativa.

Leggi dopo

Arrestato per possesso di droga in “pausa pranzo”: licenziamento eccessivo

06 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav,

Licenziamento disciplinare

La condotta del dipendente che, al momento di rientrare in azienda dopo la pausa pranzo, venga sorpreso e arrestato dai carabinieri perché in possesso di 25 grammi di hashish, presenta un incontestabile rilievo disciplinare, non tale tuttavia da legittimare la risoluzione in tronco del rapporto di lavoro.

Leggi dopo

La Suprema Corte ribadisce l'autonomia tra procedimento penale e procedimento disciplinare

03 Settembre 2018 | di Roberto Dulio

Cass., sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

Nel pubblico impiego privatizzato, l'art. 55-ter d.lgs. n. 165 del 2001, come modificato dal d.lgs. n. 150 del 2009, ha introdotto la regola generale dell'autonomia del procedimento disciplinare da quello penale, contemplandone la possibilità di sospensione, dunque facoltativa e non obbligatoria, come ipotesi eccezionale nei casi di illeciti di maggiore gravità, qualora ricorra il requisito della particolare complessità nell'accertamento, restando la P.A. libera di valutare autonomamente gli atti del processo penale e di ritenere che essi forniscano, senza necessità di ulteriori acquisizioni e indagini, elementi sufficienti per la contestazione di illecito disciplinare al proprio dipendente.

Leggi dopo

Pagine