News

News

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e configurabilità del repêchage

27 Novembre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.,

Licenziamento economico

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo è sufficiente che le addotte ragioni inerenti all'attività produttiva ed all'organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino causalmente un effettivo mutamento dell'assetto organizzativo attraverso la soppressione di un'individuata posizione lavorativa...

Leggi dopo

Da annullare per incapacità di intendere e volere le dimissioni rassegnate dal lavoratore in un momento di forte stress

27 Novembre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.,

Dimissioni

Ai fini della sussistenza di una situazione di incapacità di intendere e di volere (quale prevista dall'art. 428, c.c.) costituente causa di annullamento del negozio, non occorre la totale privazione delle facoltà intellettive e volitive, essendo sufficiente un turbamento psichico tale da impedire la formazione di una volontà cosciente, facendo così venire meno la capacità di autodeterminazione del soggetto e la consapevolezza in ordine all'importanza dell'atto che sta per compiere...

Leggi dopo

Rappresentatività sindacale in azienda e diritto di indire assemblee da parte di un singolo componente la r.s.u.

19 Novembre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.,

RSA - RSU

In base al principio fissato dalle Sezioni unite della Corte di cassazione l'autonomia collettiva può prevedere organismi di rappresentatività sindacale in azienda diversi rispetto alle rappresentanze sindacali aziendali (r.s.a.), assegnando ad essi prerogative sindacali non necessariamente identiche a quelle delle r.s.a., con l'unico limite, di cui all'art. 17, l. n. 300 del 1970, del divieto di riconoscere ad un sindacato un'ingiustificata posizione differenziata, che lo collochi quale interlocutore privilegiato del datore di lavoro...

Leggi dopo

Premio nascita: natura discriminatoria dei requisiti individuati dall’INPS

13 Novembre 2018 | di La Redazione

Tribunale Rovereto, sez. lav.

Assegni familiari

Sul diritto del premio di natalità, il Tribunale di Rovereto richiama espressamente la sentenza della Corte d'appello di Milano secondo la quale l’individuazione da parte dell’INPS, con circ. n. 39 del 2017, dei requisiti necessari ai fini dell’erogazione del premio di natalità di cui all’art. 1, comma 353, l. n. 232 del 2016, oltre che illegittima - in quanto introduce in sede amministrativa requisiti non previsti dal legislatore - va qualificata come discriminatoria, in quanto esclude dal beneficio per ragioni di nazionalità e senza alcuna ragionevole motivazione una parte delle donne residenti in Italia...

Leggi dopo

Tentativo di conciliazione e operatività del termine di decadenza

13 Novembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav

Rito Fornero (legge 92/2012)

In ipotesi di impugnazione di licenziamento, ove l'impugnazione stragiudiziale venga seguita dalla richiesta di tentativo di conciliazione, il successivo termine decadenziale di 60 giorni per il deposito del ricorso nella cancelleria del Tribunale, trova applicazione al solo caso di mancata effettuazione della procedura conciliativa per rifiuto della stessa o mancato accordo al suo espletamento. In tal caso non potrà viceversa essere invocato il diverso ulteriore termine sospensivo di 20 giorni previsto dall'art. 410, comma 2, c.p.c., poiché riferito alla diversa fattispecie di tentativo di conciliazione effettivamente espletato, pur con esito negativo

Leggi dopo

Depositata la sentenza della Corte Cost. che dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Jobs Act

08 Novembre 2018 | di La Redazione

Corte costituzionale

Jobs act

Depositata la sentenza della Corte costituzionale 8 novembre 2018, n. 194, che dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Jobs Act per il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte in cui calcola in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. Per la Corte costituzionale non è in discussione il meccanismo di ristoro economico, c.d. a tutele crescenti, al posto della tutela reale; ad essere illegittimo è il sistema rigido di previsione di una indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio...

Leggi dopo

La Suprema Corte fa chiarezza in merito al termine di decadenza di 60 giorni a seguito del tentativo di conciliazione

05 Novembre 2018 | di Roberto Dulio

Cass., sez. lav.

Prescrizione e decadenze

In ipotesi di impugnazione di licenziamento, ove l’impugnazione stragiudiziale venga seguita dalla richiesta di tentativo di conciliazione, il successivo termine decadenziale di 60 giorni per il deposito del ricorso nella cancelleria del Tribunale, trova applicazione al solo caso di mancata effettuazione della procedura conciliativa per rifiuto della stessa o mancato accordo al suo espletamento. In tal caso non potrà viceversa essere invocato il diverso ulteriore termine sospensivo di 20 giorni previsto dall’art. 410, comma 2, c.p.c., poiché riferito alla diversa fattispecie di tentativo di conciliazione effettivamente espletato, pur con esito negativo.

Leggi dopo

Decreto Dignità: prima circolare interpretativa del Ministero del lavoro su tempo determinato e somministrazione

05 Novembre 2018 | di La Redazione

Lavoro a tempo determinato

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 17 del 31 ottobre 2018, ha fornito le prime indicazioni interpretative in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e somministrazione di lavoro con il Decreto Dignità (d.l. n.87 del 2018). Innanzitutto, per quanto riguarda il contratto a tempo determinato, le novità introdotte dal Decreto Dignità sono le seguenti...

Leggi dopo

Il bilanciamento degli interessi tra lavoratore disabile e datore di lavoro

31 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Disabili

Alla luce della normativa e della giurisprudenza nazionale ed europea, il diritto del lavoratore disabile alla adozione di accorgimenti che consentano l’espletamento della prestazione lavorativa trova un limite nella organizzazione interna dell’impresa e, in particolare, nel mantenimento degli equilibri finanziari dell’impresa stessa nonché nel diritto degli altri lavoratori alla conservazione delle mansioni assegnate e, in ogni caso, di mansioni che ne valorizzino l’esperienza e la professionalità acquisita.

Leggi dopo

Obbligo di repêchage e tutela reintegratoria

24 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni, il recesso intimato dal datore di lavoro senza aver rispettato l'obbligo di repêchage, consistente nella ricerca di soluzioni alternative - compatibili, in questo caso, con il particolare stato di salute del lavoratore - anche eventualmente dequalificanti, rende insussistente il motivo posto a fondamento del licenziamento con conseguente applicazione della tutela reintegratoria prevista dal comma 7 dell'art. 18, st. lav. La Corte di cassazione si pone - affermano i giudici di legittimità - nel solco del principio già affermato dalla stessa, secondo cui il comma 7 dell'art. 18, st. lav., prevede espressamente la reintegrazione per il caso in cui il giudice accerti il difetto di giustificazione del licenziamento intimato per motivo oggettivo consistente nell'inidoneità fisica o psichica del lavoratore senza attribuire al giudice stesso alcuna discrezionalità.

Leggi dopo

Pagine