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Obbligo di repêchage e tutela reintegratoria

24 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni, il recesso intimato dal datore di lavoro senza aver rispettato l'obbligo di repêchage, consistente nella ricerca di soluzioni alternative - compatibili, in questo caso, con il particolare stato di salute del lavoratore - anche eventualmente dequalificanti, rende insussistente il motivo posto a fondamento del licenziamento con conseguente applicazione della tutela reintegratoria prevista dal comma 7 dell'art. 18, st. lav. La Corte di cassazione si pone - affermano i giudici di legittimità - nel solco del principio già affermato dalla stessa, secondo cui il comma 7 dell'art. 18, st. lav., prevede espressamente la reintegrazione per il caso in cui il giudice accerti il difetto di giustificazione del licenziamento intimato per motivo oggettivo consistente nell'inidoneità fisica o psichica del lavoratore senza attribuire al giudice stesso alcuna discrezionalità.

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La natura speciale della disciplina dell'invalidità del licenziamento

22 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.,

Impugnazione del licenziamento

Deve escludersi che possano essere automaticamente estesi alla materia dei licenziamenti i principi affermati dalle Sezioni Unite di questa Corte, con le sentenze Cass., n. 14828 del 2012, Cass., n. 26242 del 2014, con le quali sono state vagliate le diverse ipotesi in cui la nullità negoziale rileva e spiega influenza in seno al processo ed è stato affermato che il potere di rilevazione "ex officio" della nullità negoziale deve essere sempre esercitato dal giudice in tutte le azioni contrattuali, anche qualora venga in rilievo una nullità speciale o "di protezione" o emerga una ragione di nullità diversa da quella espressamente dedotta dalla parte. ..

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Licenziamento disciplinare intimato oltre il termine stabilito dalla contrattazione collettiva e regime di tutela

22 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.,

Intimazione del licenziamento

Ciascun contraente deve restare vincolato agli effetti del significato socialmente attribuibile alle proprie dichiarazioni e ai propri comportamenti e così l'aver consapevolmente lasciato decorrere il termine per l'adozione del provvedimento disciplinare non può che essere significativo, sulla scorta della previsione pattizia oltre che dei principi di buona fede e correttezza che presidiano il rapporto di lavoro ai sensi degli artt. 1175 e 1375, c.c., della intervenuta accettazione da parte del datore di lavoro delle giustificazioni fornite dal lavoratore...

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Il Tribunale di Bari anticipa il deposito della sentenza della Consulta sulla quantificazione della indennità per il licenziamento illegittimo

16 Ottobre 2018 | di La Redazione

Licenziamento individuale

Il Tribunale di Bari quantifica l'indennità spettante a un lavoratore illegittimamente licenziato interpretando in maniera "costituzionalmente orientata" l'art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015 (cd. Jobs Act). La Corte costituzionale il 26 settembre scorso ha infatti dichiarato l'illegittimità di detta disposizione nella parte in cui determina in modo rigido, sulla base della sola anzianità di servizio, l'indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. Tale pronuncia della Consulta non risulta ancora depositata...

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Le differenze di trattamento tra i dipendenti pubblici nell'’Accordo quadro europeo sul lavoro a TD

15 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa

Corte giustizia UE, sez. VI, 20 settembre 2018

Lavoro a tempo determinato

La clausola 4 dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa non osta, in linea di principio, a una normativa nazionale come quella di cui al procedimento principale, la quale, ai fini dell'inquadramento di un lavoratore in una categoria retributiva al momento della sua assunzione in base ai titoli come dipendente pubblico di ruolo, tenga conto dei periodi di servizio prestati nell'ambito di contratti di lavoro a tempo determinato in misura integrale fino al quarto anno e poi, oltre tale limite, parzialmente, a concorrenza dei due terzi.

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Calcolo TFR: conta la retribuzione, non somme di altra natura

09 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez.

Trattamento di fine rapporto

Ai fini del calcolo del TFR, qualora nel contratto di lavoro nulla di specifico si dice riguardo al trasferimento e il lavoratore percepisce delle somme a questo collegate senza stabilirne la natura, occorre fare riferimento a indici sintomatici che permettano di risalire ad essa in via induttiva.

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Il deposito telematico di copia del ricorso, notificato via pec, senza attestazione di conformità, non ne comporta l'improcedibilità

02 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. un.

Processo telematico

Le Sezioni unite hanno affermato che il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo posta elettronica certificata, senza attestazione di conformità del difensore o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità sia nel caso in cui il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica di detto ricorso autenticata dal proprio difensore, sia in quello in cui, non ne abbia disconosciuto la conformità all'originale notificatogli.

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La Corte costituzionale dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Job Act

27 Settembre 2018 | di La Redazione

Jobs act

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Job Act (art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015), per il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte -non modificata dal successivo Decreto dignità (d.l. n. 87 del 2018) - che determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato.

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Licenziamento collettivo e negozio in frode alla legge

25 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamenti collettivi

La scissione parziale realizzata da una società attraverso l'assegnazione a due società di nuova costruzione di altrettanti rami d'azienda, con redistribuzione della complessiva forza lavoro fra i tre soggetti giuridici, costituisce un negozio in frode alla legge se, nell'arco di successivi 120 giorni, vengono realizzati plurimi licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nei confronti di una moltitudine di dipendenti. Sono pertanto nulli i licenziamenti se alla base vi è una scissione attuata in frode alla legge.

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Licenziamento: il termine di decadenza decorre dalla trasmissione dell’atto di impugnazione e non dalla sua ricezione da parte del datore di lavoro

24 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Impugnazione del licenziamento

In tema di impugnazione del licenziamento, il termine di decadenza previsto dall'art. 6 comma 2, l. n. 604 del 1966, decorre dalla trasmissione dell'atto scritto di impugnazione del licenziamento stabilito dal primo comma dell'articolo citato e non dal perfezionamento dell'impugnazione stessa per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro.

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