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Jobs Act, in arrivo il secondo atto: ammortizzatori, servizi per il lavoro e politiche attive

07 Aprile 2014

AspI

Dopo il Decreto Legge n. 34/2014, l’Esecutivo sta predisponendo nuovi interventi nel panorama del lavoro. Il DdL delegherà al Governo un ventaglio di innovazioni: dagli ammortizzatori sociali alla semplificazione delle procedure e degli adempimenti del rapporto, passando per un sostegno più tangibile alla genitorialità.

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Jobs act, la riforma che verrà

17 Marzo 2014

Jobs act

La gran parte dell'annunciato Jobs act è ancora di là da venire: secondo le indicazioni del disegno di legge delega - che dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del 12 marzo scorso dovrà affrontare il passaggio parlamentare -, la riforma riguarderà cinque settori nevralgici della disciplina in materia di lavoro: dal riordino delle forme contrattuali alla riforma degli ammortizzatori sociali, alla creazione dell'Agenzia nazionale per l'impiego.

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La valutazione negativa del periodo di prova giustifica il recesso del datore

06 Febbraio 2014 | di La Redazione

Patto di prova

Nell’ipotesi di patto di prova, legittimamente stipulato con uno dei soggetti protetti assunti in base alla l. n. 482/1968, il recesso dell’imprenditore durante il periodo di prova è sottratto alla disciplina limitativa del licenziamento individuale per quanto riguarda l’onere dell’adozione della forma scritta e non richiede, pertanto, una formale comunicazione delle ragioni del recesso. Infatti, la manifestazione di volontà del datore di lavoro riferita all’esperimento in corso, si qualifica come valutazione negativa dello stesso e comporta l’identificazione della ragione che giustifica l’esercizio del potere di recesso

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Le società a capitale misto hanno l’obbligo di pagare i contributi previdenziali?

11 Dicembre 2013 | di La Redazione

Contributi previdenziali

In tema di contribuzione previdenziale, le società a capitale misto, ed in particolare le società per azioni a prevalente capitale pubblico, aventi ad oggetto l’esercizio di attività industriali sono tenute al pagamento dei contributi previdenziali previsti per la cassa integrazione guadagni e la mobilità. Non trova applicazione, infatti, l’esenzione stabilita per le imprese industriali degli enti pubblici, trattandosi di società di natura essenzialmente privata, finalizzate all’erogazione di servizi al pubblico in regime di concorrenza, nelle quali l’amministrazione pubblica esercita il controllo esclusivamente attraverso gli strumenti di diritto privato. Resta, dunque, irrilevante la mera partecipazione – pur maggioritaria, ma non totalitaria – da parte dell’ente pubblico.

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