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Jobs Act, accordo Governo-maggioranza sugli emendamenti al Senato

Conversione più vicina per il Decreto n. 34/2014, recante "Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese": in vista dell'approdo in aula a Palazzo Madama, previsto per domani, il Governo, d'accordo con la maggioranza, ha presentato otto emendamenti al testo della legge di conversione su cui la Camera ha votato la fiducia lo scorso 23 aprile. Le modifiche riguardano, in particolare, gli artt. 1 e 2 del decreto che disciplinano i contratti a termine e l'apprendistato. A dare il senso del quadro complessivo in cui si inseriscono gli emendamenti proposti è la premessa introdotta nell'art. 1, in cui - in riferimento al disegno di legge delega in materia di lavoro in esame in Commissione Lavoro al Senato - si precisa che le modifiche in esame vengono apportate "nelle more dell'adozione di un testo unico semplificato della disciplina dei rapporti di lavoro con la previsione in via sperimentale del contratto a tempo indeterminato a protezione crescente e salva l'attuale articolazione delle tipologie di contratti di lavoro".

Contratti a tempo determinato

Viene modificata la sanzione prevista per la violazione del limite secondo cui i contratti a termine non devono superare il 20% del totale dei contratti di lavoro instaurati dall'azienda. L'obbligo di assunzione a tempo indeterminato viene sostituito da una sanzione pecuniaria - il cui introito andrà assegnato al Fondo sociale per l'occupazione e la formazione - pari:

  • al 20% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese di durata del rapporto di lavoro, se il numero di lavoratori assunti in violazione del limite non sia superiore a uno;
  • al 50% della retribuzione, sempre in proporzione alla durata del rapporto, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite del 20% è superiore a uno.

Prevista poi la non applicabilità del limite del 20% in parola ai contratti a termine stipulati tra istituti pubblici e enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a "svolgere in via esclusiva attività di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa".

Infine, con un emendamento all'art. 2-bis del Decreto n. 34, viene disciplinato il regime transitorio delle nuove norme rispetto ai contratti a termine già in essere alla data di entrata in vigore del decreto: il datore di lavoro è tenuto a rientrare nel limite predetto del 20% entro il 31 dicembre 2014, salvo che al rapporto di lavoro e all'azienda sia applicabile un contratto collettivo che preveda un limite o un termine più favorevole.

Apprendistato

Gli emendamenti proposti all'art. 2 del Decreto n. 34/2014 in materia di apprendistato prevedono:

  • che l'obbligo di stabilizzazione, che impone al datore di lavoro di assumere a tempo indeterminato almeno il 20% dei precedenti apprendisti per poterne assumere di nuovi, si applichi alle aziende con più di 50 dipendenti, non più a quelle con più di 30 come previsto dal testo licenziato dalla Camera;
  • che per le Regioni, nonché per le province autonome di Trento e Bolzano, che abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro, i contratti collettivi nazionali possono prevedere l'utilizzo del contratto di apprendistato a tempo determinato per attività stagionali;
  • che, in riferimento all'obbligo di formazione, le Regioni dovranno comunicare al datore di lavoro, entro 45 giorni dalla comunicazione dell'instaurazione del rapporto di apprendistato, "le modalità di svolgimento dell'offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste, avvalendosi anche delle imprese e delle associazioni che si siano dichiarate disponibili".

 

Sempre in materia di apprendistato, è stato proposto un ordine del giorno che impegna il Governo alla emanazione di una circolare interpretativa che chiarisca che l'inadempimento grave dell'obbligo di formazione venga sanzionato non più con la stabilizzazione ma con la conversione del contratto di apprendistato in contratto a tempo determinato "il cui termine finale coincide con quello originariamente previsto per il periodo di apprendistato".

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