Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Trasferimento d’azienda

Cessione di ramo d’azienda illegittima e adempimento dell’obbligazione retributiva

05 Maggio 2021 | di Cristina Pulvirenti

Tribunale Roma

Trasferimento d’azienda

A seguito dell'intervenuto accertamento giudiziale dell'illegittimità del trasferimento di azienda, qualora il datore originario (ex cedente) rifiuti di ricevere la prestazione offerta dal lavoratore (ex ceduto) e quest'ultimo persista nello svolgere la sua attività in favore dell'ex cessionario, i due rapporti di lavoro subordinato esistenti (quello de iure tra l'ex cedente e l'ex ceduto e quello de facto tra l'ex cessionario e l'ex ceduto) hanno per oggetto la medesima prestazione di lavoro e, pertanto, anche la medesima unica controprestazione retributiva.

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Nullità del trasferimento d’azienda e obbligazione retributiva nelle more della riassuzione da parte del cedente

29 Marzo 2021 | di Ilaria Dal Lago

Corte appello Trento

Trasferimento d’azienda

A seguito di dichiarazione giudiziale dell'illegittimità del trasferimento di ramo d'azienda e di condanna dell'(ex) cedente al ripristino del rapporto di lavoro, anche ammettendo che nel periodo intercorrente tra la costituzione in mora e l'effettiva...

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La deroga all'art. 2112 c.c. nelle Amministrazioni Straordinarie: le logiche dietro la sentenza n. 10415/2020 della Cassazione

13 Ottobre 2020 | di Jacopo Ierussi

Cass., sez. lav.

Trasferimento d’azienda

In materia di trasferimento di azienda, accertato lo stato di crisi di una società, la Suprema Corte, prendendo le mosse da un'interpretazione autentica e fedele rispetto a quanto stabilito dalla direttiva 2001/23/CE, ha ritenuto che, in caso di prosecuzione dell'attività di impresa, si applichi l'art. 47 comma 4-bis della l. n. 428/1990 ai rapporti di lavoro pendenti, ma con la conseguenza che la cedente dovrà trasferirli tutti complessivamente alla cessionaria. Ed invero, non è ammessa la possibilità di un trasferimento parziale della compagine dei dipendenti, ma soltanto la facoltà di stabilire per quest'ultimi condizioni vincolanti peggiorative di concerto con le OO.SS. rispetto all'assetto economico-normativo in precedenza acquisito (ma, si ribadisce, non è consentito derogare al principio del passaggio automatico dei lavoratori). Diversamente, laddove si discuta di società sottoposte a procedure concorsuali meramente liquidative non finalizzate al proseguimento dell'attività di impresa, i Giudici di Legittimità hanno confermato, invece, che il comma 5 del citato art. 47, attribuisce alla cedente la possibilità di derogare al principio generale della continuità dei rapporti di lavoro, con la conseguenza che i lavoratori eccedentari restano alle dipendenza del datore di lavoro originario.

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Il diritto alla retribuzione del lavoratore ceduto nell'ambito di un trasferimento d'azienda dichiarato illegittimo

08 Ottobre 2020 | di Corrado Di Mattina

Tribunale Trento

Trasferimento d’azienda

Nel caso di trasferimento d'azienda dichiarato giudizialmente illegittimo, i pagamenti delle retribuzioni effettuati al lavoratore dal cessionario, anche dopo l'accertamento della nullità del trasferimento e nell'ipotesi di ordine ineseguito di ripristino del rapporto lavorativo con il lavoratore ceduto, da parte dell'ex cedente, devono considerarsi satisfattivi del credito retributivo vantato dal lavoratore nei confronti dell'ex cedente...

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Corte di giustizia: subentro di due appaltatori nel precedente appalto e acquisizione del personale

04 Maggio 2020 | di Elena Boghetich

CGUE, sez. IV

Trasferimento d’azienda

La conservazione del contratto di lavoro, senza modificazioni, in caso di cambio di appalto si applica anche in caso di suddivisione del servizio oggetto dell'appalto da un'unica società cedente a più società cessionarie; i diritti e gli obblighi risultanti dal contratto di lavoro sono trasferiti a ciascuno dei cessionari...

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Perimetro applicativo dell'art. 2112 c.c. alla luce della recente giurisprudenza europea

23 Settembre 2019 | di Teresa Zappia

CGUE, Ottava Sezione

Trasferimento d’azienda

Può essere considerato “lavoratore”, e godere della protezione di cui alla direttiva n. 2001/23/CE, chi sia tutelato in quanto tale dalla normativa nazionale e benefici di un contratto di lavoro, anche di collaborazione, alla data del trasferimento d'azienda...

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Trasferimento d'azienda invalido: la retribuzione corrisposta dal cessionario non libera il cedente in presenza di “mora accipiendi”

01 Agosto 2019 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Trasferimento d’azienda

In caso di cessione di ramo d'azienda, ove su domanda del lavoratore ceduto venga giudizialmente accertato che non ricorrono i presupposti di cui all'art. 2112, c.c., il pagamento delle retribuzioni da parte del cessionario, che abbia utilizzato la prestazione del lavoratore successivamente a detto accertamento...

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Decadenza e impugnazione del trasferimento d'azienda

15 Aprile 2019 | di Fabrizio Ferraro

Tribunale Torino, sez. lav.

Trasferimento d’azienda

I termini di decadenza per l'impugnazione del trasferimento di azienda di cui all'art. 32 comma 3 lett. c), l. n. 183 del 2010, si applicano anche all'ipotesi in cui il lavoratore pretenda di passare alle dipendenze del nuovo appaltatore avente l'obbligo di assumere i dipendenti del precedente in forza di una clausola del contratto collettivo.

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Trasferimento d'azienda e divieto di licenziamento

05 Aprile 2019 | di Francesco Saverio Giordano

Cass., sez. lav.

Trasferimento d’azienda

Il licenziamento causato dal trasferimento d'azienda di per sé non può qualificarsi come ipotesi di nullità ma, in conformità con la lettera della legge, da interpretarsi restrittivamente, una ipotesi di annullabilità per difetto di giustificato motivo.

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Gli accordi traslativi in deroga, ex art. 47, comma 5, l. n. 428 del 1990

05 Novembre 2018 | di Paolo Patrizio

Corte d'appello Venezia

Trasferimento d’azienda

L’accordo sindacale di cui all'art. 47, comma 5, l. 29 dicembre 1990, n. 428, realizza un effetto dispositivo dei diritti individuali, autorizzato dalla legge, che abilita l’autonomia collettiva a rimuovere un quadro legale altrimenti inderogabile. Si è di fronte ad un contratto collettivo cui la legge consente di produrre l’effetto legale di rendere disapplicabile l’art. 2112, c.c. Come riconosciuto dalla Cassazione la norma introduce una deroga alla generale operatività dell'art. 2112, c.c., stabilendo che, nel caso in cui la continuazione dell'attività imprenditoriale non sia continuata o sia cessata, nel corso degli accordi conclusi nell'ambito delle consultazioni sindacali, previste dalla l. n. 428 del 1990, art. 47, primi tre commi, ai lavoratori il cui rapporto di lavoro continua con l'acquirente non si applica l'art. 2112 c.c., a meno che non sia l'accordo stesso a prevedere condizioni di miglior favore. Ciò significa che le assunzioni da parte dell'impresa subentrante possono avvenire ex novo, senza conservazione dell'anzianità pregressa, senza applicazione del principio di cui all'art. 2103 c.c. e così via. Il legislatore ha previsto ampia possibilità per l'impresa subentrante di concordare condizioni contrattuali per l'assunzione ex novo dei lavoratori, in deroga a quanto prevede l'art. 2112, c.c., ed ha altreì previsto la possibilità di escludere parte del personale eccedentario dal passaggio.

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